Carissimi amici,
grazie per le vostre email! Mi scuso, ancora una volta, per non avervi aggiornati sul mio primo mese in Sri Lanka.
L'inizio di questo nuovo percorso di vita mi ha assorbito completamente e tra poco capirete il perché!
Da dove cominciare? Le cose che vorrei raccontarvi sono talmente tante...ma cercherò di fare una sintesi.
Cominciamo dal lavoro. Mi occupo fondamentalmente di formazione, organizzo delle lezioni teorico-pratiche per 4 fisioterapisti locali e 16 volontari di comunità (più giornate di sensibilizzazione sul tema della disabilità e tante altre attività).
Con questo gruppo di 20 persone lavoro quotidianamente, per la formazione sul campo, nei due ospedali principali e in diversi piccoli centri di salute, da cui partiamo anche per seguire i pazienti nelle loro case.
Il progetto è piuttosto ambizioso ma interessante, l'unico problema sono gli spostamenti.
Per ora siamo di base a Vavuniya, da qui ogni giorno parto verso il nord. Il nostro progetto si sviluppa infatti in due distretti del nord, Killinochchi e Mullaitivu, che appartengo alla nota "Vanni area".
Questa zona è stata la sede operativa dell'esercito delle Tigri del Tamil, e qui si sono verificati gli scontri più accesi della guerra tra cingalesi e tamil appunto. Che si è conclusa nel 2009 con la sconfitta del LTTE.
La guerra e il dopo guerra (mine) ha causato un numero impressionante di disabili che tutt'ora risiedono in quest'area, la quale però ha una densità di popolazione bassissima.
Le persone che non sono state uccise durante la guerra sono state trasferite in campi profughi e rilasciate nel corso degli ultimi due anni, ma quasi nessuno è tornato a ripopolare questi distretti.
Se siete curiosi aprite una cartina dello Sri Lanka e capirete che, ogni giorno, percorro (su strade letteralmente da "safari") circa 200 km per raggiungere i distretti dove lavoriamo (dalle 4 alle 7 ore di macchina al giorno).
Il lavoro mi piace, i terapisti e i volontari sono motivati e lavorano sodo! Ma i viaggi sono letteralmente massacranti, e lavoro sempre 11/12 ore al giorno.
Il weekend, a parte l'uscita del sabato mattina per la spesa al mercato, lo trascorro dormendo, ascoltando musica sul balcone, o lavoricchiando alle mie lezioni.
(qui sotto le foto delle strade verso il Nord che percorro ogni giorno, tra check-point e natura selvaggia)

Passerei ora al secondo tema, il posto e le persone locali.
Vavuniya è una cittadina verdissima, in particolare in questo periodo dell'anno che è stagione di piogge (che definirei monsone, a volte piove per una settimana ininterrottamente).
Anche in città, come su tutto il territorio, ci sono cisterne di acqua create per la distribuzione alle coltivazioni e alle risaie, che si estendono per chilometri con il loro verde brillante!
In città c'è un mercato della frutta (dolcissima) e della verdura, e tantissimi piccoli negozietti dove si trova di tutto! Dalle spezie, agli accessori di informatica, agli abiti.
Gli abiti delle donne sono coloratissimi (sahari), e spesso indossano gioielli d'oro giallo bellissimi con brillanti, smeraldi e rubini! Gli uomini invece portano un gonnellino azzurro che si annoda in vita.
La gente è molto accogliente, sorridente e mite.
Tra lo staff locale mi sono già fatta qualche amicizia e tutti sono estremamente gentili con me!
Per ricambiare le loro attenzioni ogni tanto la domenica cucino per loro torte e biscotti, e pizza.
Il cibo qui è buonissimo, la base è sempre il riso, che viene servito con intingoli vari di verdure, pollo e pesce, rigorosamente speziati. Io ovviamente mi sto appassionando alla loro cucina, così mi cimento in sperimentazioni e ieri sera ho cucinato un'ottima zucca di Jaffna con latte di cocco (iris prossimamente ti mando la ricetta!).
E ora vi racconto brevemente con chi vivo e come mi sento.
La nostra guest house è molto carina, è una piccola villetta con un bel terrazzo.
Vivo con il mio capo progetto Rajesh, un ragazzo indiano molto appassionato al lavoro (oserei dire fin troppo!). Lavora spesso anche da casa la sera e nei weekend, il sabato e la domenica non esce neppure per fare la spesa al mercato, dorme fino a tardi e si contende la tv con Steve.
Steve è un ragazzo inglese, molto gentile e con grandi esperienze di vita in giro per il mondo.
Lui ama guardare BBC news, mentre Rajesh è letteralmente ipnotizzato dalle soap opera indiane. Incredibile ma vero!
Io invece snobbo letteralmente la tv, mi godo il terrazzo, passeggiate tra le vie del vicinato (quando non piove), qualche ora tra i fornelli a sperimentare nuove ricette o cercando di cucinare italiano (cosa non proprio semplice con le materie prime locali), sempre con la macchina fotografica in mano a catturare i colori di questa terra meravigliosa.
La convivenza ovviamente prevede molta pazienza e qualche sacrificio, soprattutto quando condividi il bagno e la cucina con una persona con una cultura e abitudini molto diverse dalle tue.
In ogni caso ho scoperto che esiste un popolo più rumoroso degli italiani!! Gli indiani!
Rajesh spara il volume della tv a manetta, per non parlare di quanto urla al telefono e su skype con la moglie fino a tarda sera.
Grazie alla saggezza di mia sorella, riesco comunque a riposare perchè mi sono portata i TAPPI per le orecchie (che aiutano anche la domenica quando il tempio induista qui accanto suona a tutto volume musichette allegre alle 6 del mattino!!).
Per quanto riguarda la vita sociale, purtroppo (o per fortuna, non l'ho ancora capito), qui ci sono pochissimi espatriati. Negli ultimi 2 anni, dopo la firma della pace, moltissimi programmi sono stati chiusi perché il governo si sta dando parecchio da fare.
Ho incontrato, all'unica cena a cui sono andata in un mese, alcuni sminatori (compagnia non proprio piacevole), qualche ragazza di MSF e un altro paio di personaggi stravaganti ma simpatici.
Inoltre non esistono posti di ritrovo, locali ecc, quindi sto vivendo in una sorta di raccoglimento/isolamento mai provato prima...e devo ancora capire se mi ci trovo a mio agio oppure no.
Troverete la risposta a questo, e tante altre curiosità sulla cultura locale, nel mio prossimo post (che vi anticipo non sarà prima del nuovo anno).
Dicembre sarà un mese molto impegnativo per me, lavorerò per le prossime due settimane senza riposo per la giornata mondiale della disabilità il 3 Dicembre e un incontro che abbiamo a Colombo il 5.
Dopo questa riunione il mio capo tornerà a casa per 3 settimane (diventerà papà) e quindi io dovrò fare le sue veci (oltre al mio lavoro).
Perciò abbiate pazienza e preparatevi per leggere il racconto del mio Natale a Vavuniya (il mio primo Natale lontana dalla mia famiglia e...senza panettone!). Ma circondata da mucche domestiche che galoppano come i cavalli e scodinzolano come i cani!
Vi abbraccio tutti,
grazie a chi mi scrive o semplicemente mi pensa!
Verby









