sabato 30 luglio 2011

In transito





Cari amici,

penso che la maggior parte di voi sappiano che il 30 giugno ho lasciato definitivamente il Sud Sudan.


La situazione dell'ultimo periodo a Juba era un pochino tesa, petrolio bloccato dal Nord e quindi niente corrente in città per alcuni giorni, riduzione ulteriore del coprifuoco e militari ovunque alla ricerca di armi con posti di blocco e ispezioni.


Tutto questo in attesa del 9 Luglio che, come avrete visto dai telegiornali, è stato il giorno della celebrazione dell' INDIPENDENZA DEL SUD SUDAN!
Le colleghe e gli amici a Juba mi hanno descritto una grande festa, con entusiasmo e felicità da parte della popolazione e delle istituzioni locali e internazionali.


Anch'io a distanza ho partecipato a questo momento storico con grande emozione e speranza!
La mia speranza più grande è che i Sud sudanesi si rimbocchino le maniche e imparino a sfruttare le loro potenzialità, non solo quelle petrolifere, ma anche quelle umane.

Nel frattempo il primo lotto di petrolio del sud è stato venduto ai cinesi (tanto per cambiare), e a Juba è stata introdotta una nuova valuta (la sterlina sud sudanese).
Forse le notizie più scoraggianti tendono ad essere meno diffuse ma io le voglio citare: nel distretto di Abiyei (quello più ricco di petrolio) continuano gli scontri tra esercito del nord e sud,
nel Kordofan è iniziata una vera e propria "pulizia etnica" e sono state avvistate fosse comuni per la raccolta dei cadaveri.

Per chi volesse approfondire: www.africaexpress.corriere.it/2011/07/i_bombardieri_di_khartoum_alla.html

Quindi, nonostante l'indipendenza, il sud rimane un paese dagli equilibri precari, minacciato dall'esercito del Nord completamente dipendente dai paesi limitrofi per le importazioni.


Ci tenevo molto a raccontare qualcosa della situazione attuale del paese in cui ho vissuto per un anno, perchè io voglio continuare a seguirlo e perchè sono state molte le domande e le curiosità degli amici riguardo al Sudan e ho pensato fosse utile soffermarmi a raccontarlo.


La mia partenza da Juba e il mio rientro a casa, come previsto, sono stati carichi di emozioni spesso contrastanti tra di loro...alternanza di felicità, malinconia, voglia di casa, voglia di ripartire!

Ed eccomi in transito...in attesa di un visto che mi porterà in Sri Lanka, con una nuova organizzazione ed un nuovo incarico.
Probabilmente continuerò questo diario da là...per chi avrà voglia di continuare a seguire le mie "avventure" e conoscere realtà, dinamiche e luoghi nuovi.

Nel frattempo colgo questa occasione per ringraziare con il cuore tutti quelli che, durante questo anno carico di fatica, lavoro, scoperte, mi hanno sostenuto e incoraggiato con i loro messaggi e pensieri di stima e affetto.
Ringrazio inoltre i miei colleghi e amici conosciuti a Juba, con i quali ho condiviso i momenti di divertimento e svago e anche quelli di dubbi, paure, frustrazione e tristezza.

Questa è stata l'esperienza più sorprendente della mia vita, il viaggio più profondo dentro me stessa.

A presto,
da Vavuniya...

Verby